
Il thuya non è vietato da una legge nazionale in Francia. Nessun testo del Codice dell’ambiente classifica questa specie tra le piante proibite sul territorio. La confusione deriva da restrizioni locali, adottate a livello comunale o dipartimentale, che mirano alle siepi monospecifiche di thuya per motivi ecologici, sanitari e normativi.
Comprendere la natura esatta di queste restrizioni, la loro portata geografica e i loro fondamenti consente di misurare ciò che appartiene al mito e ciò che è una reale costrizione.
Restrizioni locali sul thuya: tabella comparativa dei dispositivi in vigore
| Tipo di restrizione | Portata geografica | Fondamento giuridico | Conseguenza per il privato |
|---|---|---|---|
| Ordinanze prefettizie che limitano la piantagione | Decine di dipartimenti | Codice forestale, protezione degli spazi boschivi | Divieto di piantare vicino a foreste o zone sensibili |
| Divieto comunale (es: Niort) | Perimetro municipale | PLU, ordinanza municipale | Obbligo di scegliere specie alternative |
| Aiuto finanziario per l’estirpazione (es: Rive di Saône) | Intercomunalità | Deliberazione comunitaria | Copertura del 40% del costo di estirpazione |
| Regime unico della siepe (entrata in vigore il 1° ottobre 2026) | Metropoli | Istruzione ministeriale del 17 luglio 2026 | Regolamentazione dei lavori di distruzione, modifica o potatura di qualsiasi siepe |
Questa tabella evidenzia un panorama normativo frammentato. Non esiste un divieto uniforme, ma una sovrapposizione di dispositivi, dal prefettizio al comunale, che crea una mosaico di regole variabili a seconda del luogo di residenza.
Per comprendere meglio perché il thuya è vietato in Francia in alcune comuni, è necessario esaminare i motivi ecologici e sanitari che alimentano queste decisioni.

Impatto del thuya sulla biodiversità e sui suoli del giardino
Il principale rimprovero rivolto alle siepi di thuya riguarda il loro effetto sulla fauna e flora locali. Una siepe monospecifica di thuya forma un muro vegetale denso che non lascia passare né luce né aria. Questo fogliame persistente non accoglie praticamente nessun insetto impollinatore e non offre né cibo né riparo agli uccelli nidificanti.
Le radici del thuya sono particolarmente assetate. Nelle regioni soggette a episodi di siccità ripetuti, questo consumo idrico entra in diretta competizione con le altre piante del giardino e le falde superficiali. I suoli situati sotto una siepe di thuya si impoveriscono progressivamente: l’acidificazione legata alla decomposizione delle foglie morte limita la diversità dei microrganismi.
Il bupresto del thuya, un parassita che aggrava il problema
Il bupresto del thuya è un coleottero le cui larve si nutrono del legno dell’albero. Combinato con la siccità, questo parassita provoca un rapido deperimento delle siepi, anche se irrigate regolarmente. I trattamenti chimici si rivelano ampiamente inefficaci contro questo insetto, il che porta molti proprietari a estirpare intere siepi diventate brune e spoglie.
Questo fenomeno sanitario rafforza l’argomento dei comuni che scoraggiano la piantagione di thuya. Una siepe morta o morente non svolge più la sua funzione di schermo visivo e genera importanti rifiuti vegetali, senza alcun beneficio per l’ecosistema locale.
Allergia al polline di thuya: un rischio sanitario sottovalutato
I concorrenti trattano abbondantemente la biodiversità ma spesso passano rapidamente sulla dimensione sanitaria. L’Agenzia regionale della salute Auvergne-Rhône-Alpes identifica tuttavia i pollini di thuya come esplicitamente allergizzanti, allo stesso modo di quelli del cipresso, del betulla o dell’ambrosia.
L’ARS raccomanda di potare le siepi prima dell’apparizione dei fiori per limitare le emissioni di pollini. Una siepe di thuya mantenuta tardivamente, in piena stagione pollinica, espone il vicinato a un rischio allergico aumentato. Questo punto ha una traduzione normativa concreta.
Obbligo di informazione dei distributori dal 2021
Dal 1° luglio 2021, i distributori di piante ornamentali devono informare gli acquirenti sul potenziale allergizzante delle specie vendute. Questo obbligo legale riguarda direttamente il thuya. Un acquirente che si reca in vivaio deve quindi essere avvertito del carattere allergenico della pianta prima dell’acquisto.
Questa misura non costituisce un divieto di vendita, ma rappresenta una presa di coscienza istituzionale del problema sanitario posto da alcune specie ornamentali molto diffuse nei giardini francesi.

Regime unico della siepe nel 2026: cosa cambia per i proprietari di thuya
Il ministero della Transizione ecologica ha avviato l’implementazione di un regime unico della siepe, previsto per il 1° ottobre 2026 in metropoli. Questo dispositivo non mira specificamente al thuya, ma regola in modo armonizzato i lavori di distruzione, modifica o potatura di tutte le siepi.
Sono state inviate istruzioni ai prefetti per fissare periodi di intervento e obblighi di mantenimento delle siepi nei territori agricoli e periurbani. Per i proprietari di siepi di thuya, ciò significa che anche l’estirpazione o la potatura significativa potrebbe essere soggetta a vincoli temporali, in particolare per proteggere la nidificazione degli uccelli.
Specie alternative raccomandate dai comuni
Le municipalità che limitano il thuya orientano i residenti verso siepi composte da più specie locali. Le specie frequentemente citate nei documenti municipali:
- Il lauro, il carpino o il nocciolo, che offrono un fogliame denso accogliendo una fauna diversificata
- Le siepi campestri che mescolano arbusti a bacche (biancospino, sambuco, prugnolo), che nutrono gli uccelli in autunno e inverno
- Le piante a fioritura scalare, che forniscono polline e nettare agli insetti impollinatori per un lungo periodo
Queste alternative richiedono una manutenzione diversa rispetto a quella del thuya. La potatura è meno frequente, ma la diversità di specie impone una conoscenza minima dei ritmi di crescita di ogni pianta.
La situazione del thuya in Francia illustra un divario tra la percezione comune e la realtà giuridica. Non esiste un divieto nazionale, ma restrizioni locali eterogenee. Il regime unico della siepe, applicabile a partire da ottobre 2026, uniformerà parte delle regole senza bandire il thuya dal territorio.
Ciò che pesa nella bilancia sono i dati ecologici e sanitari: impoverimento dei suoli, assenza di biodiversità, potenziale allergizzante documentato dall’ARS. Queste constatazioni sono sufficienti a spiegare l’attuale traiettoria normativa.